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I primi vini BioIntegrali parlano sardo

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Siamo tornati in Olianas, nel cuore della Sardegna, per vedere lo stato dell’arte di chi, nella filosofia BioIntegrale, sta credendo profondamente.

 

L’occasione era ghiotta: la presentazione alla stampa dei primi vini prodotti interamente con metodo BioIntegrale (sia in vigna che in cantina) e, di conseguenza, della filosofia BioIntegrale applicata a un’azienda vitivinicola. Di un metodo produttivo, insomma, che ha nel decalogo pubblicato qui un imprescindibile punto di partenza.

Padroni di casa i due amici/soci dell’Azienda, Stefano Casadei ed Artemio Olianas, a raccontare i vari aspetti dell’enologia BioIntegrale sviluppata in Olianas.

E il risultato è stato oltre le aspettative: molta attenzione su stampa, tivù e social, tutti attratti da una filosofia che sa d’antico e di riscoperta ma capace di tradursi in un metodo pratico, sostenuto da ricerche universitarie, certificato universalmente Biodiversity Friends – ente specializzato in tutela della biodiversità.

C’è chi ha sottolineato quanto il BioIntegrale ribalti una concezione: «la vigna non è solo foglie, grappoli e fiori, ma radici che affondano nel terreno»; chi ha apprezzato la riscoperta di pratiche antiche in una terra, come la Sardegna, dove la natura è protagonista assoluta perché «domina sull’uomo, basta farla parlare e scorrere»; chi, da sardo, ha visto nel BioIntegrale la «fotografia che molti di noi immaginano per il futuro della nostra terra»; chi si è concentrato sul risultato, ovvero sui primi vini 100% BioIntegrali, quali «prodotti finali di sinergie in armonia fra loro».

E chi conclude il tutto con semplicità, dal punto di vista strettamente verbale: «BioIntegrale: una nuova parola creata in Sardegna».